In una celebre canzone di protesta folk-rock del 1965, che si chiama Eve of Destruction e che, nella sua versione più nota è cantata da Barry McGuire, c'è un verso che recita: «You’re old enough to kill, but not for votin' / Sei abbastanza grande per uccidere, ma non per votare». In questa singola frase... Continua a leggere →
Il corpo dell’innocenza: Stand by Me e il funerale dell’infanzia
A quarant'anni dall'esordio del cult di Rob Reiner, i binari di Castle Rock restano la linea retta di un viaggio di sola andata. Quello da cui non si torna più indietro. Nel cinema di formazione, il tempo assume spesso una struttura circolare: si parte da casa, si vive l'avventura e si fa ritorno all’esatto punto... Continua a leggere →
Perché Berserk parla così tanto di noi
Quando Kentaro Miura costruisce il mondo di Berserk, lo riempie di demoni, sangue, guerra e mostri. Eppure il vero orrore ha radici più profonde. Nasce dagli esseri umani. Dagli sguardi che si incrinano, dai legami che si spezzano e dall’ambizione che lentamente divora tutto il resto. Nella sua forma più convenzionale, il fantasy delinea una... Continua a leggere →
“Joey” e il cinema della fragilità: il noir emotivo dei Concrete Blonde
Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta il rock attraversa una fase di trasformazione profonda. L’estetica dominante dell’hard rock e del rock da stadio lascia progressivamente spazio a una scrittura più intima, segnata da crepe emotive e da una nuova centralità dell’esperienza individuale. In quello stesso passaggio anche il cinema americano cambia... Continua a leggere →
Bronx, Scarface, Quei bravi ragazzi: quando il crimine diventa desiderio
Se c’è una cosa che il cinema sa fare meglio di qualsiasi altro linguaggio, è rendere desiderabile ciò che nella realtà susciterebbe solo paura o rifiuto. Il crimine, in questo senso, diventa uno dei terreni più fertili non per quello che rappresenta ma per come prende forma sul grande schermo, tra gesti, sguardi, spazi e... Continua a leggere →