Dal tramonto all’alba: Salma Hayek è Santanico Pandemonium

Molti di noi, per non dire moltissimi, avranno sicuramente visto il film di Robert Rodriguez e sceneggiato da Quentin Tarantino, in cui i fratelli Seth e Richard Gecko, interpretati rispettivamente da George Clooney e dallo stesso regista italoamericano, scorrazzavano per il Texas compiendo ogni sorta di furto, rapina e omicidio, dando il via a una rocambolesca fuga dalle autorità statunitensi, che li avrebbe visti cercare la salvezza al di là della frontiera messicana. Forse non tutti, però, conosceranno le singolari vicende che portarono alla realizzazione di una delle scene più iconiche di Dal tramonto all’alba (1996).

In una prima bozza della sceneggiatura, infatti, secondo le intenzioni di Tarantino, il personaggio che noi oggi conosciamo come Santanico Pandemonium sarebbe dovuto apparire come una danzatrice bionda avvolta dai serpenti e, per questo motivo, avrebbe dovuto chiamarsi Blonde Death (la Morte Bionda). Essendo già rimasto affascinato nel 1995 dalle interpretazioni e dalla sensualità di Salma Hayek, prima in Desperado e poi in Four Rooms, però, il regista Robert Rodriguez scelse di virare su di un personaggio di origini latine e coinvolgere l’attrice nel progetto, tanto che il nome che le fu attribuito in seguito, nella pellicola, fu un omaggio all’horror/erotico messicano del 1975 La Novizia Indemoniata, noto anche come “Satánico pandemonium”.

Tarantino aveva già sentito parlare del film di Gilberto Martínez Solares nel periodo in cui lavorava come commesso nel negozio di videotape Video Archives di Los Angeles e avendo apprezzato oltremodo la pellicola, non ebbe nulla da eccepire al riguardo. Dal canto suo, Salma Hayek accettò di buon grado l’offerta fino a quando non scoprì che sul palco del Titty Twister, nella scena in cui l’attrice avrebbe dovuto esibirsi in un provocante ballo sotto gli occhi di Clooney, Harvey Keitel, Juliette Lewis, Ernest Liu e il già citato Quentin Tarantino, ci sarebbe stato anche un Pitone Brumese Albino.

È allora che, considerata anche la fobia che l’attrice messicana nutriva nei confronti dei serpenti, la situazione rischiò di prendere una piega inaspettata. La Hayek cercò, infatti, di chiamarsi fuori dal progetto ma il regista escogitò, anche un tantino subdolamente, un sistema per convincerla a rimanere. Facendo leva sull’orgoglio dell’attrice, Rodriguez la informò che se non avesse accettato la parte, tutto sommato non sarebbe stato un gran dramma per la produzione, visto che Madonna era stata già allertata e avrebbe accettato di sostituirla senza problemi.

Salma Hayek non l’avrebbe mai permesso e a quel punto accadde l’impensabile. L’attrice entrò in analisi per superare le sue paure e garantirsi un ruolo a cui evidentemente teneva particolarmente. In due mesi riuscì in quell’intento ma, una volta sul set, fu subito evidente come di grane da affrontare ce ne fossero ancora diverse. Su tutte, il mancato coinvolgimento di un coreografo che guidasse la protagonista di C’era una volta in Messico e Frida nei suoi passi da danzatrice. Il suggerimento del regista fu uno e uno soltanto: «Abbandonati…ascolta la musica e lasciati andare di conseguenza». Così fu. La musica di Tito Y Tarantula fece il resto e così replicò Robert Rodriguez, di nuovo, sul set di Sin City con Jessica Alba. Ma di tutto questo, ne parleremo un’altra volta.

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