Il cinema americano ha una lunga storia di personaggi legati alle strade di New York, piccoli criminali e uomini ai margini, spesso alle prese con le contraddizioni di una città in continuo cambiamento. Harry Lehman appartiene a questa tradizione. È un borseggiatore che ha imparato il mestiere osservando le persone, leggendo i loro movimenti e... Continua a leggere →
It Ends (2025), di Alexander Ullom
Ho assistito all’anteprima stampa del film It Ends. Chi mi segue da un po’ sa che tendo a evitare le stroncature e che, di norma, scelgo di parlare dei titoli che ho apprezzato. Questo perché, da sempre, non amo la critica distruttiva e preferisco soffermarmi sugli aspetti positivi, siano essi tecnici o emotivi, che il... Continua a leggere →
Beast (2026), di Tyler Atkins
Si torna sempre dove si è stati bene. Ecco perché, avendo scritto per anni di sport da combattimento (pensate un po’, ho anche un fantastico libro all’attivo), credo che parlarvi di Beast sia la cosa giusta da fare. Va da sé che scambiarsi opinioni su un film tutto incentrato sulle MMA, mantenendo un approccio accademico... Continua a leggere →
Tra l’asfalto di New York e gli spazi di David Lynch: “Hurt” di Johnny Cash e il cinema dell’anti-riscatto
Il corpo che invecchia e cede è l'unico vero atto di sabotaggio rimasto contro la finzione della società dello spettacolo. Quando mi trovo a riascoltare American IV: The Man Comes Around (e di tanto in tanto mi capita), finisco sempre per incagliarmi dentro Hurt. Nel 2002 Johnny Cash ha pescato un pezzo nato nell’universo discografico... Continua a leggere →
Il corpo dell’innocenza: Stand by Me e il funerale dell’infanzia
A quarant'anni dall'esordio del cult di Rob Reiner, i binari di Castle Rock restano la linea retta di un viaggio di sola andata. Quello da cui non si torna più indietro. Nel cinema di formazione, il tempo assume spesso una struttura circolare: si parte da casa, si vive l'avventura e si fa ritorno all’esatto punto... Continua a leggere →
Ghiaccio (2022), di Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis
Qualche tempo fa, durante un’intervista alla Palestra Popolare Quarticciolo (che, se volete, potete leggere qui), un allenatore mi disse a denti stretti che il problema non è portare i ragazzi sul ring, ma tenerceli abbastanza a lungo da sottrarli a tutto il resto. Questo perché il Quarticciolo è una di quelle zone di Roma dove... Continua a leggere →
Resurrection (2025), di Bi Gan
Io non sogno quasi mai. O, almeno, i sogni che faccio non me li ricordo se non in rari casi o in situazioni eccezionali a cui, poi, ripenso per giorni. Di Resurrection ne avevo già sentito parlare a maggio del 2025, quando il film diretto da Bi Gan si era aggiudicato le Prix Spécial al... Continua a leggere →
Bronx, Scarface, Quei bravi ragazzi: quando il crimine diventa desiderio
Se c’è una cosa che il cinema sa fare meglio di qualsiasi altro linguaggio, è rendere desiderabile ciò che nella realtà susciterebbe solo paura o rifiuto. Il crimine, in questo senso, diventa uno dei terreni più fertili non per quello che rappresenta ma per come prende forma sul grande schermo, tra gesti, sguardi, spazi e... Continua a leggere →
“Zeta Reticoli On My Mind” e la disillusione giovanile nel cinema italiano
Ci sono quegli anni in cui il mondo sembra disegnato con linee precise. Per molti, è un periodo che si attraversa già al liceo, tra assemblee di istituto, professori che diventano punti di riferimento o letture che aprono nuovi orizzonti. Poi arrivano gli anni dell’università e le aule affollate, dove le discussioni tra amici partono... Continua a leggere →
Mickey Rourke e il ring: la vita, i pugni e Hollywood
Ancora prima di affermarsi come uno dei volti maledetti della Hollywood anni ’80, Mickey Rourke era un ragazzo con troppa rabbia in corpo e nessun equilibrio per gestirla. Lo trovò alla 5th Street Gym di Miami Beach, lo stesso tempio del pugilato in cui si era allenata gente come Carmen Basilio, José Nápoles o Sugar... Continua a leggere →