It Ends (2025), di Alexander Ullom

Ho assistito all’anteprima stampa del film It Ends. Chi mi segue da un po’ sa che tendo a evitare le stroncature e che, di norma, scelgo di parlare dei titoli che ho apprezzato. Questo perché, da sempre, non amo la critica distruttiva e preferisco soffermarmi sugli aspetti positivi, siano essi tecnici o emotivi, che il... Continua a leggere →

Beast (2026), di Tyler Atkins

Si torna sempre dove si è stati bene. Ecco perché, avendo scritto per anni di sport da combattimento (pensate un po’, ho anche un fantastico libro all’attivo), credo che parlarvi di Beast sia la cosa giusta da fare. Va da sé che scambiarsi opinioni su un film tutto incentrato sulle MMA, mantenendo un approccio accademico... Continua a leggere →

Resurrection (2025), di Bi Gan

Io non sogno quasi mai. O, almeno, i sogni che faccio non me li ricordo se non in rari casi o in situazioni eccezionali a cui, poi, ripenso per giorni. Di Resurrection ne avevo già sentito parlare a maggio del 2025, quando il film diretto da Bi Gan si era aggiudicato le Prix Spécial al... Continua a leggere →

The Singers (2025), di Sam A. Davis

Nel cuore fumoso di un bar della provincia americana, The Singers trasforma una notte qualunque in rivelazione. Birra fredda e whisky che bruciano la gola accompagnano uomini segnati dalla vita, mentre nuvole di fumo avvolgono i loro sguardi pesanti. Storie personali cariche di dolori veri e di rimpianti silenziosi prendono vita attraverso voci di una... Continua a leggere →

Local Hero (1983), di Bill Forsyth

Quando nel 1983 Bill Forsyth realizza Local Hero, mette in scena una storia piccola solo in apparenza, dove un dirigente texano raggiunge un villaggio della costa scozzese con l’incarico di acquistare quei terreni e predisporre la costruzione di un’imponente raffineria. L’operazione appare lineare, quasi amministrativa. Il cinema di Forsyth, però, sposta subito lo sguardo verso... Continua a leggere →

I peccatori (2025), di Ryan Coogler

C’è una leggenda che attraversa il blues come una ferita mai rimarginata. È quella di Robert Johnson, il musicista che nel cuore del Mississippi Delta, all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso, avrebbe venduto l’anima al diavolo nel bel mezzo di un crocicchio, in cambio del talento. Una storia sospesa tra mito e paura, tramandata... Continua a leggere →

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