Midsommar – Il villaggio dei dannati (2019), di Ari Aster

La seconda opera di Ari Aster conferma esattamente quanto di buono era già emerso nel 2018 con la visione di Hereditary – Le radici del male. Col suo primo lavoro, infatti, il regista newyorkese aveva posto delle solide basi per ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama horror attuale, ottenendo critiche più che lusinghiere in tutto l’ambiente. A distanza di un anno e sempre coi ragazzi terribili di A24 a sostenere il progetto, Ari Aster è quindi tornato in sala con un folk horror dalle tinte evocative che ribadisce l’affidabilità del regista.

Una cosa bisogna premetterla: proprio come Hereditary, anche Midsommar è visivamente strepitoso. Ari Aster è uno che non solo conosce bene il cinema, ma lo sa anche fare. Ed ogni inquadratura, anche quella che può apparire più insignificante, non è certo messa lì per caso ma finisce, presto o tardi, col fondersi perfettamente col contesto generale. A dirla tutta, è davvero difficile trovare un punto debole nelle sue produzioni, almeno dal punto di vista tecnico. È un regista “chic” (resta ancora da capire se radical o meno…) che sceglie la sua strada e la percorre senza cadere nell’abusata e fastidiosa usanza di omaggiare o citare i suoi predecessori. E se lo fa, riesce a non indispettire lo spettatore e ad uscirne “pulito”. Non a caso ho usato il termine “chic”. Le sue, infatti, sono opere sontuose, tecnicamente lodevoli ma che, proprio per questo, rischiano talvolta di apparire ridondanti e troppo patinate.

La regia e le inquadrature presenti in Midsommar, lo abbiamo detto, sono davvero di alto livello, così come è eccezionale la fotografia di Pawel Pogorzelski, storico compagno d’avventure del regista newyorkese. L’estate è una stagione che, da sempre, si sposa meravigliosamente col genere horror e il film trova la sua perfetta collocazione nei placidi e luminosi paesaggi estivi della Svezia rurale. Uno dei meriti di Ari Aster sta proprio nel contrapporre la luminosità dell’ambientazione ad un genere che, almeno teoricamente, richiamerebbe atmosfere ben più cupe.

Se cercate il classico horror tutto sangue e inseguimenti, è forse il caso che scegliate qualche altro titolo per trascorrere le vostre sere da brivido. Il regista, infatti, si discosta notevolmente dai canoni classici del genere, per abbracciare quel filone horror moderno che costruisce l’angoscia scena dopo scena. In Midsommar non esistono jumpscare e la paura sfocia, inaspettata, proprio sotto il sole, frutto di un’interessante fusione tra cinema d’autore e folklore locale. Tornano elementi come la religione, le sette e i rapporti interpersonali. Se in Hereditary, infatti, la storia del film ruotava attorno all’apparente tranquillità della vita familiare, in Midsommar a fare da innesco per la trama c’è il legame amoroso che lega Dani (Florence Pugh) e Jack (Christian Hughes).

È proprio a questo punto, però, che gli spettatori più esigenti potrebbero iniziare a storcere il naso. Inizialmente concepito come uno slasher, Midsommar presenta una fitta rete di sottotrame che, a dirla tutta, potevano essere sviluppate molto ma molto meglio. Le reazioni dei personaggi al susseguirsi degli eventi risultano fin troppo improbabili e tutta quella tecnica e maestria messa in campo da Ari Aster (per carità, ad avercene…), alla lunga, risulta un po’ troppo autoreferenziale e a tratti spocchiosa. Nonostante non sia tra le mie attrici preferite, il film si regge per lo più sulla prova attoriale di Florence Pugh, visto che quelle dei coprotagonisti sono davvero trascurabili.

Si tenta allora di esplorare la natura umana, inserendo nel gruppo dei personaggi ben due antropologi ma il risultato non salva il salvabile, nonostante i forti richiami a The Wicker Man di Robin Hardy. E più che un horror, nel senso stretto del termine, potremmo quasi dire di trovarci di fronte a una commedia grottesca. Una favola nera, a tratti disturbante, ma decisamente onirica e surreale a cui manca ancora qualcosa (più di qualcosa…) per gridare al capolavoro.

SCHEDA TECNICA

Regia: Ari Aster

Genere: Horror, Drammatico, Thriller

Paese: USA, Svezia

Durata: 148 / 172 min.

Con: Florence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Wil Poulter, Vihelm Blomgren, Ellora Torchia, Archie Madekwe

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