Dracula – L’amore perduto (2025), di Luc Besson

Ogni generazione ha il suo Conte Dracula e anche questa ha finalmente trovato il suo. A ridare vita al mito del vampiro, ci pensa Luc Besson che adatta (molto) liberamente il romanzo di Bram Stoker, spogliandolo di tutta la componente orrorifica per restituirlo al suo cuore più intimo e tormentato: quello dell’amore perduto. Il titolo riassume piuttosto chiaramente l’impostazione e gli intenti dell’opera presentata in anteprima nazionale alla XX edizione della Festa del Cinema di Roma, che ambirebbe a un grande affresco romantico sull’amore eterno, ma si trasforma nella sostanza in un melodramma involontariamente parodistico, dove la passione resta una semplice posa e il sentimento un effetto più dichiarato che effettivamente percepito.

Pur concedendo qualche momento di autentica suggestione visiva, Dracula – L’amore perduto finisce inevitabilmente per soffocare sotto il peso della propria estetica. La fotografia è curata ed elegante ma tutto il resto, dai costumi al trucco, fino a una CGI fin troppo goffa e artigianale, richiama maldestramente i telefilm fantasy degli anni ’90, arrivando persino a evocare alcuni passaggi di Fantaghirò, che non il fascino gotico del mito originale.

Ed è proprio per questi intenti velleitari che il film smarrisce la sostanza. Quello che dovrebbe essere un racconto di amore e passione si perde, infatti, tra velluti e lustrini, soffocando qualsiasi emozione, col risultato di apparire più come un omaggio al film di Francis Ford Coppola che un riadattamento del romanzo. Alcune sequenze del film raggiungono, poi, livelli quasi farseschi, trasformando il naturale romanticismo gotico della storia in una favola quasi comica, come nel caso di Dracula che, tra una posa e l’altra, semina scie di profumo nell’aria con la sicurezza di un influencer immortale in cerca di applausi: un gesto che vorrebbe essere poetico, ma finisce per essere semplicemente imbarazzante.

Non meno surreale è la scena in cui il vampiro conduce Mina tra strane creature che popolano uno scenario quasi fiabesco, i cosiddetti “Freaks”. L’intento sembra essere quello di creare meraviglia e mistero, ma a conti fatti ricorda certe gag grottesche della commedia italiana. Per un attimo, infatti, viene quasi da pensare alla contessina Oniria di Fracchia contro Dracula che mostrava orgogliosa a Paolo Villaggio i suoi parenti durante il matrimonio, in un’atmosfera altrettanto assurda.

A questo sovraccarico estetico, fanno da contorno le interpretazioni degli attori, spesso vittime del medesimo eccesso. Caleb Landry Jones alterna lampi di intensità a momenti in cui sembra smarrirsi tra veli e pose troppo studiate. Zoë Bleu colpisce soprattutto (e non me ne vogliate per questo…) per una sorprendente somiglianza con Timothée Chalamet, che in questo modo offre un curioso dettaglio che distrae, più di quanto seduca. Matilda De Angelis è, come di consueto, decisamente convincente e a suo agio ma rischia di finire anche lei risucchiata da un film che si rivela modesto nei contenuti. E poi c’è Christoph Waltz, che quando prova a dare serietà al tutto sembra quasi evaporare. La sua presenza resta, purtroppo, principalmente scenografica, poiché i suoi intermezzi macchiettistici strappano qualche sorriso senza riuscire a far emergere alcuna intensità.

Da segnalare, invece, come punto valido, la colonna sonora firmata da Danny Elfman che, pur ricalcando in parte quella del film di Coppola, ne omaggia l’intensità fino a trovare una propria identità quasi nostalgica. Mi avanza, però, un messaggio per il regista: Non ci siamo, Luc. L’ambizione c’era, la poesia pure, ma alla fine il film resta un elegante carillon che fatica a farsi prendere sul serio. Peccato.

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SCHEDA TECNICA

Titolo Originale: Dracula: A Love Tale

Regia: Luc Besson

Genere: Sentimentale, Drammatico

Paese: Francia, Regno Unito

Durata: 129 min.

Con: Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoë Bleu, Matilda De Angelis, Guillaume de Tonquédec

Casa di produzione: EuropaCorp, LBP Productions

Distribuzione in italiano: Lucky Red 

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STAZIONE CINEMA © Riproduzione riservata

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