«Alla vita, all’amore e alla pace!»
È il brindisi che Ruby (Souheila Yacoub), Élise (Noémie Merlant) e Nicole (Sanda Codreanu), protagoniste de Le donne al balcone, film presentato in anteprima e fuori concorso al 77° Festival di Cannes, dedicano a sé stesse prima che le loro vite vengano stravolte da un evento totalmente inaspettato e ignare di quanto sia avvenuto poc’anzi, al piano superiore. Le tre ragazze cercano rifugio dall’anomala afa marsigliese mentre levano i calici sul balcone di casa. Nel contempo, la macchina da presa scivola fluida sugli appartamenti dirimpetto, omaggiando sfacciatamente La finestra sul cortile, tanto che sul ballatoio antistante il loro, c’è addirittura una giovane che fa stretching esattamente come la Miss Torso di Hitchcock.
Già nel 1954, il cineasta inglese sdoganava la componente voyeuristica del vicinato, canonizzando l’habitat condominiale come naturale contenitore di storie intime e segrete. Settant’anni dopo, con tutte le differenze del caso, Noémie Merlant (che del film è anche regista e sceneggiatrice, insieme a Céline Sciamma) riprende quelle idee e dirige un’opera a tratti scioccante ma di sicuro impatto.

Personalmente ho sempre guardato con un certo interesse al cinema francese, anche per via della sua innata capacità di reinventarsi e adattarsi al cambiamento dei tempi, caratteristica che è più evidente nelle produzioni dell’ultimo ventennio, senza bearsi di un passato che, ad oggi, appare piuttosto lontano. In questo senso, la regista e attrice parigina si muove con intelligenza tra la tipica commedia d’oltralpe, ironica e ritmata, e il più classico giallo d’annata, prima di sfociare inaspettatamente nell’horror, il grottesco e lo splatter. Un pot-pourri di generi, insomma, che con lo scorrere della trama assume connotazioni ben più profonde di quanto non possa sembrare all’inizio.
Le donne al balcone (Les Femmes au balcon in madrepatria o The Balconettes oltremanica) è un film energico, frenetico, squisitamente femminista ma sincero nella sua trattazione. Senza cadere nella leziosità o nella faciloneria autocelebrativa, il tema della violenza sulle donne e delle relazioni tossiche viene affrontato con inaspettata audacia e onirica consapevolezza. A sorprendere, infatti, al di là dell’argomento in sé, è la particolarità con cui la tematica emerge pian piano.
La regista cita Tarantino, Russ Meyer e Pedro Almodóvar, ponendo efficacemente in contrasto le soffici atmosfere francesi, talvolta fino troppo patinate, e l’esplosività pulp di alcune scene assolutamente surreali. Un compito non tra i più semplici, specialmente per chi come Noémi Merlant, si cimenta per la seconda prova dietro la macchina da presa dopo aver diretto Mi Iubita Mon Amour nel 2021. Un punto debole del prodotto è forse riscontrabile proprio nelle performance attoriali, talvolta sopra le righe o esageratamente caricaturali. E anche la sceneggiatura, ti tanto in tanto, scricchiola un po’.

Nel film non c’è vendetta gratuita o rivalsa fine a se stessa. E d’altro canto, l’intento della regista non è certo quello di annichilire il genere maschile, sia chiaro. L’orrore è sempre presente: tangibile o no, reale o surreale ma costantemente al nostro fianco. E poco importa che, nell’opera, quell’orrore sia perpetrato coscientemente o meno da parte maschile. L’invito che Noémi Merlant rivolge alle donne e, nella fattispecie, alle tre protagoniste, è di cancellare ogni traccia di quell’orrore, affinché svanisca per sempre, anche attraverso la scoperta e riscoperta di se stesse, della propria sessualità e la sublimazione della propria forza interiore. Da vedere in lingua originale.
SCHEDA TECNICA
Titolo originale: Les Femmes au balcon
Regia: Noémie Merlant
Genere: Commedia, Orrore, Drammatico
Paese: Francia
Durata: 103 min.
Con: Souheila Yacoub, Noémie Merlant, Sanda Codreanu, Lucas Bravo, Nadège Beausson-Diagne, Christophe Montenez
Casa di produzione: Nord-Ouest Films, France 2 Cinéma
Distribuzione in italiano: Officine Ubu
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