Questione di tempo (2013), di Richard Curtis

Non è semplice parlare di un film quando l’unica parola che ti viene in mente per farlo è “Delizioso” però ci si può sempre provare! Al più, male che vada, si cerca un angolino buio, si stringono i pugni, si pensa intensamente al momento appena prima di scrivere questa recensione e il gioco è fatto. Forse, però, la fa un po’ facile Richard Curtis quando ci spiega come riavvolgere il tempo e aggiustare il tiro nel momento in cui le cose non vanno come uno vorrebbe. E se la questione (di tempo, guarda caso…) fosse più complessa di così?

Il suo è un nome che va a braccetto con alcune delle commedie inglesi più amate di sempre anche se, più che come regista (Love Actually, I Love Radio Rock), il pubblico ha forse imparato ad apprezzarlo maggiormente come sceneggiatore (Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, Il diario di Bridget Jones e ancora Love Actually). Niente di nuovo, sia chiaro. In Questione di tempo ritroviamo tutti i cliché comuni ai film che raccontano di passeggiate nel tempo, al netto della tracotanza “Made in USA” ma pregni di tutte quelle suggestive atmosfere british che, nel bene o nel male, portano sempre a casa il risultato.

Il regista gioca di nuovo con un romanticismo smaccato e carico di buoni sentimenti (anche troppi, a volte) e porta sul grande schermo una piacevole storia d’amore, tracciando le regole per muoversi attraverso le barriere temporali, stravolgendole secondo i propri gusti e infischiandosene del temuto “Effetto farfalla” tanto caro a Steven Spielberg. E potremmo anche chiuderla qui, se il tutto fosse circoscritto alla semplice liaison tra i protagonisti. Dopo Six Shooter, i due capitoli conclusivi della saga di Harry Potter, Il Grinta e tanti altri, Domhnall Gleeson è ormai una certezza (ma d’altronde buon sangue non mente…) e sul grande schermo funziona piuttosto bene con una Rachel McAdams (Le pagine della nostra vita, Midnight in Paris e To The Wonder) che, forse, a tratti forza un po’ la recitazione.

Fortunatamente, però, Richard Curtis è uno che sa il fatto suo e confeziona un film bello e intelligente (che di questi tempi non è cosa da poco), nascondendone il senso principale e camuffandolo da classica love story per giocare con lo spettatore e raccontare la bellezza e la profondità del rapporto padre-figlio, in un reiterato gioco al riavvolgimento, assai diverso dal Giorno della Marmotta che in molti ricorderanno ma assolutamente funzionale per la natura del film. Non ultimo, sarà anche l’occasione per il protagonista, di affilare simpaticamente le proprie tecniche seduttive.

Il sempre troppo sottovalutato Bill Nighy è magnifico nella sua interpretazione (ma quando mai non lo è stato?) e ci regala una delle prove più tenere e carismatiche della sua carriera. Il suo è un ruolo fondamentale nella consecutio del film ed è impossibile guardarlo recitare senza apprezzarne le sfumature. Coinvolgente, ironico, toccante e commovente, Questione di tempo è una commedia brit in tutto e per tutto. E la presenza di attori del calibro di Lindsay Duncan (potentissima), Lydia Wilson, Joshua McGuire, Vanessa Kirby e soprattutto Tom Hollander è lì a confermarlo. Nel film c’è tanto cinema e i continui richiami alla Settima Arte non possono che impreziosire un’opera che, già di per sé, può contare su di una tecnica sopraffina, una fotografia e un montaggio assolutamente funzionali e una colonna sonora che è un crescendo di emozioni.

Quasi fiabesco nelle sue dinamiche, che trovano l’apice della “follia” nell’iconica sequenza del matrimonio, il film è tra le migliori opere del regista e si rivela ben presto portatore di un messaggio profondo, serio e ben più arguto di quanto non possa sembrare. Un film che ti resta dentro, come dopo aver terminato la lettura di un libro prezioso. Perché prezioso è Questione di tempo, quando ci insegna che il tempo è forse la cosa più importante di cui disponiamo e che la cosa peggiore che possiamo fare è quella di lasciarcelo sfuggire tra le mani, per ritrovarci a vivere di rimpianti causati dalle scelte sbagliate che abbiamo fatto. D’altronde come sottolinea Domhnall Gleeson nelle sue considerazioni fuori campo, siamo tutti viaggiatori del tempo, in questo straordinario viaggio che è la vita.

SCHEDA TECNICA

Regia: Richard Curtis

Genere: Commedia, Sentimentale, Fantastico

Paese: Regno Unito

Durata: 123 min.

Con: Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy, Lindsay Duncan, Tom Hollander, Lydia Wilson, Margot Robbie

STAZIONE CINEMA © Riproduzione riservata

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