Mia (2023), di Ivano De Matteo

«Far finta di niente, far finta che oggi sia un giorno normale / Che senso di vuoto, che brutta ferita / Per tutta la vita, cercare un appiglio / Sei colpa mia, la gelosia infrange tutto e resta niente / Le solite scuse, le solite storie».

Così cantava Noemi al Festival di Sanremo del 2010 e così urla Edoardo Leo in Mia, film del 2023 diretto da Ivano De Matteo. Un grido di dolore che riecheggia violento nella testa di chi il film l’ha visto e interiorizzato. Dopo Gli equilibristi (2012), I nostri ragazzi (2014) e La vita possibile (2016), il regista romano torna a misurarsi coi drammi e le dinamiche familiari in quello che, però, è un “gioco nero”. Una storia straziante e che colpisce duro direttamente allo stomaco, sia per il realismo dei fatti che per l’orrenda e vigliacca attualità della vicenda.

Parlare di Mia, infatti, senza che i pensieri di tutti noi corrano agli atroci eventi che proprio in questi giorni si sono verificati in Italia, è un’impresa pressoché impossibile. Ivano de Matteo spinge l’acceleratore su uno dei tasti dolenti della nostra società (e non solo), per raccontare il distruttivo problema dell’amore tossico che entra in una famiglia come tante, stravolgendone completamente gli equilibri. Un viaggio emotivo dal quale lo spettatore esce provato e drammaticamente amareggiato, in un vortice di rabbia, frustrazione e impotenza.

Prodotto da Lotus Production con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, Mia parla alle famiglie, agli uomini, alle donne, ai giovani e alle ragazze, ma soprattutto ai genitori. Un invito a non dare nulla per scontato e non abbandonare mai la via del dialogo per quella del silenzio. Ad ascoltare i propri figli e a non sottovalutarne mai gli stati d’animo. Ivano De Matteo dirige un film cupo, affondando le mani nel torbido mondo del revenge porn e dello stalking, ed esplorando le mille sfaccettature emozionali dei protagonisti.

Nel cast troviamo un intenso Edoardo Leo, in un ruolo tanto impegnativo quanto distante dai suoi precedenti lavori. La sua è una parte complessa, difficile da portare sul grande schermo e di grande impatto emotivo, così come quella di Milena Mancini (Scusa ma ti voglio sposare, La terra dell’abbastanza, A mano disarmata), il cui personaggio viene travolto dagli eventi, dopo una fase di iniziale accondiscendenza. Un po’ come accadde nel 1996 per Kevin Bacon in Sleepers, inoltre, Riccardo Mandolini riesce egregiamente ad attirarsi le antipatie del pubblico con un’interpretazione davvero convincente nella sua pur odiosa bravura. Ed è proprio quello che il suo personaggio deve suscitare.

Dulcis in fundo, Greta Gasbarri è Mia: nome proprio e aggettivo possessivo che si fondono l’uno con l’altro per dare vita alla protagonista del film. Al suo esordio cinematografico, l’attrice romana offre una prova sorprendente, interpretando nel migliore dei modi quell’incomunicabilità che troppo spesso si manifesta tra genitori e figli.

Nella validità dell’opera, un punto debole del film è da ricondursi forse alla sceneggiatura che, sebbene pregevole e articolata in modo assolutamente credibile, scorre fin troppo rapida in alcuni frangenti, per poi perde di mordente in altri. Allo stesso modo, sarebbe stato addirittura più interessante raccontare il film dal punto di vista della ragazza, anziché da quello del padre. L’impressione, infatti, è che De Matteo avrebbe potuto approfondire maggiormente la psicologia di Mia, puntando l’attenzione sull’orrendo tema dell’amore tossico con più incisività, senza perdere la sensibilità e l’intimità che pervadono il film.

Resta la forza di un messaggio che deve giungere forte e chiaro a tutta la nostra società, in special modo a quel lato maschile che, spesso e volentieri, continua a sottovalutare il problema, e un’opera ben fatta, coinvolgente, matura e assolutamente necessaria.

SCHEDA TECNICA

Regia: Ivano De Matteo

Genere: Drammatico

Paese: Italia

Durata: 108 min.

Con: Edoardo Leo, Greta Gasbarri, Milena Mancini, Riccardo Mandolini, Giorgio Montanini, Vinicio Marchioni

Votazione: 8/10

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