L’esorcista del papa (2023), di Julius Avery

C’era una volta padre Gabriele Amorth: presbitero ed esorcista tra i più celebri di sempre, autore di ben 70.000 esorcismi tra il 1986 e il 2007, secondo le sue stime, per una media di circa nove esorcismi al giorno. Una vita d’inferno, possiamo tranquillamente dirlo. C’era una volta, poi, Russell Crowe: sontuoso interprete di film come Cinderella Man, Master & Commander, A Beautiful Mind e, ultimo ma non ultimo (indovinate un po’?), Il gladiatore di Ridley Scott, per il quale, come è noto a tutti sul pianeta Terra, si aggiudicò il premio Oscar 2001 come miglior attore protagonista.

Due figure così carismatiche e allo stesso tempo distanti tra loro, la cui fusione cinematografica avrebbe potuto raggiungere vette talmente epiche, da indurci (quasi) a fidarci degli sceneggiatori. La realtà, però, è un qualcosa con cui tutti noi, volenti o nolenti, siamo chiamati a fare i conti prima o poi. Ed ecco, allora, che basterebbe già il trailer del film per farci intuire il dramma che stiamo per vivere. La speranza, però, è l’ultima a morire, soprattutto perché la mia fiducia (negli ultimi tempi non sempre ben ripagata, bisogna dirlo) nel “gladiesorcista” del Vaticano è pressoché sconfinata.

Il periodo attuale è certamente propizio per il lancio di un film del genere, tanto che L’esorcista del papa arriva nei cinema a pochi giorni dalla Pasqua, forse nel tentativo di stuzzicare gli appassionati dell’horror. Peccato, però, che quel tentativo, a conti fatti, abbia ben poco di concreto da offrire e sul finire lasci anche con l’amaro in bocca per una eventuale occasione sprecata. Il film, infatti, è liberamente tratto dagli scritti lasciati da padre Amorth, il che potrebbe anche fornire spunti interessanti. Ma a non convincere e, forse, neppure a vincere, è tutto quello che ruota attorno alla storia e al protagonista. Russell Crowe tenta di portare sul grande schermo l’ironia del fu esorcista modenese senza tuttavia riuscirci e il tutto appare davvero forzato, poco amalgamato e spesso e volentieri, anche piuttosto imbarazzante. L’attore neozelandese non ha difficoltà a prendersi il centro della scena, questo lo sappiamo, ma il resto del cast gli rende la vita facile, non brillando certo per espressività.

Stendiamo un velo pietosissimo sul siparietto calcistico Italia-Francia, sugli innumerevoli cucù in Lambretta rivolti alle suore per le strade di Roma, sulla fotografia che non colpisce particolarmente, se non in minimi frangenti, fino alla sceneggiatura che, nel suo complesso, fa acqua (non santa) da tutte le parti. E vedere un esorcista che sfonda le porte a calci e spallate, non migliora la situazione. Il film è infarcito di cliché e di originale ha ben poco, specialmente se paragonato ad altri titoli che trattano lo stesso argomento.

La voglia e l’entusiasmo di raccontare una storia potrebbero anche esserci ma Julius Avery non è William Friedkin e del regista statunitense non ha né la mano e né la sicurezza, così come L’esorcista del papa non sfiora nemmeno lontanamente il pathos de L’esorcista. Sì, il paragone è forse ingeneroso per entrambi ed anche abusato. Ma quando un regista decide di misurarsi con tematiche simili, un accostamento del genere deve pur aspettarselo. A volare più in basso, è certo che Avery non sia nemmeno quello Scott Derrickson che, nel 2005, sfornava un bel legal-horror come L’esorcismo di Emily Rose, infinitamente più goodibile. Ma allora è tutto da buttare? Be, non proprio tutto. Senza scomodare la trama o sconfinare nello spoiler, l’aspetto legato alle indagini svolte dai protagonisti e dal Vaticano offre sicuramente spunti interessanti che, tuttavia, potevano essere sfruttati meglio. Il risultato, però, è un film che scommette troppo sul protagonista, ancor prima di costruirsi una base solida su cui puntare. E un finale inaspettato, così come la sempre necessaria partecipazione di Franco Nero, non sono sufficienti per salvare il salvabile.

SCHEDA TECNICA

Regia: Julius Avery

Genere: Horror, Thriller, Biografico

Paese: USA

Durata: 103 min.

Con: Russell Crowe, Daniel Zovatto, Peter DeSouza-Feighoney, Alex Essoe, Franco Nero, Laurel Marsden

Votazione: 5/10

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑