Local Hero (1983), di Bill Forsyth

Quando nel 1983 Bill Forsyth realizza Local Hero, mette in scena una storia piccola solo in apparenza, dove un dirigente texano raggiunge un villaggio della costa scozzese con l’incarico di acquistare quei terreni e predisporre la costruzione di un’imponente raffineria. L’operazione appare lineare, quasi amministrativa. Il cinema di Forsyth, però, sposta subito lo sguardo verso qualcosa di più ampio, con il film che osserva l’incontro tra due modi opposti di abitare il mondo. Da una parte l’energia dell’economia globale, dall’altra un luogo che vive secondo un ritmo antico.

Il villaggio di Ferness ha un passo tutto suo. Col mare che si apre all’orizzonte e il cielo che si spalanca immenso sopra le case. Il vento attraversa l’erba e accompagna i gesti quotidiani, mentre il regista lascia che siano proprio questi elementi a guidare la storia. Le inquadrature si soffermano sul paesaggio e su un tempo che scorre in modo diverso rispetto a chi arriva con un obiettivo preciso. La vicenda supera così la semplice trattativa industriale e lascia emergere l’identità del villaggio.

Le giornate si susseguono tra il pub e il porto, tra chiacchiere leggere e momenti di silenzio davanti al mare e sotto le stelle. La costa invita a fermarsi e ad osservare, ed è allora che il protagonista comincia a notare dettagli che prima ignorava: le scie di meteore, l’aurora borealis che danza nel buio, un cielo che sembra rispondere al silenzio della terra. Piccoli gesti e routine quotidiane modificano il suo modo di muoversi dentro quel luogo, quasi senza che se ne renda conto.

In questo passaggio emerge uno dei temi più affascinanti del film. Il denaro conserva una forza concreta e il capitalismo misura ogni azione in termini di profitto, mentre gli abitanti ascoltano le proposte con curiosità e con un certo pragmatismo. Allo stesso tempo, però, il luogo introduce un’altra forma di valore. L’esperienza di Ferness, infatti, suggerisce che esistono ricchezze legate allo stare insieme, alle relazioni personali, allo spazio condiviso e alla possibilità di restare in contemplazione al cospetto della natura, senza uno scopo immediato. Il film si focalizza su questo slittamento con ironia leggera e uno sguardo profondamente umano.

Anche la musica di Mark Knopfler contribuisce a costruire questa atmosfera. Le chitarre sembrano nascere direttamente dal paesaggio e la colonna sonora amplifica con discrezione ciò che accade nelle immagini. Il risultato è un film che invita lo spettatore ad ascoltare quello che succede tra una scena e l’altra.

È in questa leggerezza che si apre una riflessione sorprendentemente attuale. L’economia contemporanea tende a misurare ogni spazio attraverso l’utilità immediata, mentre Local Hero mostra un luogo che possiede già un senso prima di qualsiasi progetto. Ferness esiste come comunità viva e come immaginazione condivisa. Il protagonista lo scopre gradualmente e il suo sguardo cambia insieme al nostro, restando affascinato.

Il film tocca anche il tema dell’ambiente con una delicatezza rara. La natura accompagna la vita del villaggio e segna profondamente chiunque arrivi dal di fuori. Man mano che il protagonista scopre Ferness e condivide momenti con gli abitanti, qualcosa nel suo atteggiamento si sposta. In questa esperienza si può intravedere una suggestione che richiama anche il pensiero di Martin Heidegger.

L’idea di abitare la terra significa entrare in relazione con ciò che ci circonda invece di limitarci a trasformarlo. Ferness sembra custodire proprio questa misura: il mare che sussurra e il cielo che osserva. E l’incontro tra economia e paesaggio diventa un’occasione per riflettere su come gli esseri umani scelgono di abitare il mondo.

Che sia questo il pregio più raro di Local Hero? Nel villaggio scozzese immaginato da Bill Forsyth accade qualcosa di semplice e insieme difficile da spiegare. Chi arriva per lavoro, figlio di una vita moderna e frenetica, finisce per restare qualche istante in più a godersi la baia, a vivere una conversazione tranquilla o a sentire l’aria della sera.

È una sensazione lieve, quasi impercettibile, ma continua a tornare anche dopo i titoli di coda. Ed è forse il motivo per cui Ferness rimane nella memoria come certi luoghi visitati davvero, spazi che sembrano piccoli sulla carta ma che dentro lo sguardo diventano improvvisamente enormi. E alla fine di tutto, il vero “eroe locale” è colui che permette al tempo e al paesaggio di guidare la propria esperienza.

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SCHEDA TECNICA

Titolo Originale: Local Hero

Regia: Bill Forsyth

Genere: Commedia, Drammatico

Paese: Regno Unito

Durata: 111 e 108 min.

Con: Burt Lancaster, Peter Riegert, Peter Capaldi, Fulton Mackay, Denis Lawson, Jenny Seagrove, Jennifer Black, Christopher Rozycky, Christopher Asante

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