Top Gun: Maverick (2022), di Joseph Kosinski

Presentazioni a caratteri cubitali, caccia che sfrecciano in volo rovesciato, adrenalina a gogo e il sorriso evergreen di Tom Cruise che ci riporta direttamente a quel 1986, anno in cui vedeva la luce il film più iconico di quel periodo, per quello che, senza ombra di dubbio, è stato uno dei maggiori successi del 2022. Ed è così, potete giurarci. Nel bene o nel male, infatti, non esistono GooniesFlashdanceRocky vari, Indiana Jones o supereroi che possano dire di aver segnato gli anni ‘80 in modo così profondo come invece ha fatto Top Gun. Se consideriamo, inoltre, che il film è costato circa 170 milioni di dollari e che, nei primi tredici giorni di programmazione, di dollaroni ne ha incassati ben 570 milioni, ecco che i tre anni d’attesa, e anche qualcosa in più, sembrano essere stati egregiamente ricompensati.

Appena le luci in sala si spengono e partono le prime note dell’indimenticabile Top Gun Anthem firmata da Harold Faltermeyer e Steve Stevens, per poi passare a Danger Zone cantata da Kenny Loggins, si entra in quell’effetto nostalgia che punta direttamente a far breccia nei cuori di chi ha amato e vissuto il film diretto dal compianto Tony Scott. E allora Maverick scrolla la polvere dalla giacca di pelle e riprende a sfrecciare sulla sua Kawasaki, facendo girare la testa – e non solo – ai suoi superiori. Poi segue una serie di dialoghi, ammiccamenti e scambi alla “vorrei ma non posso”, in cui i protagonisti provano ad essere sagaci e pungenti, risultando, però, così scontati e prevedibili da provocare qualche perplessità.

Apprezzabilissima, invece, la presenza di Jennifer Connelly, omaggiata molto carinamente con un David Bowie di Labyrinthiana memoria in sottofondo. Inizio a temere di essermi lasciato coinvolgere troppo emotivamente dalla lunga attesa e dalla marea di recensioni che gridavano al capolavoro. Fortunatamente è lo stesso Tom Cruise a tirarmi fuori dall’impasse e restituirmi la speranza a colpi di adrenalina e musiche che richiamano al passato. E non me ne voglia la pur bravissima Lady Gaga, ma il confronto con la Take My Breath Away dei Berlin, arrangiata a suo tempo da Giorgio Moroder e vincitrice di un premio Oscar come miglior canzone nel 1987 non s’ha da fare. Nonostante, chiariamolo, Hold My Hand sia un grande, grandissimo pezzo che, presumibilmente, porterà a casa la statuetta senza troppi patemi d’animo.

La Trama non è tra le più originali, anzi. I protagonisti peccano, spesso e volentieri, di credibilità finendo con l’apparire oltremodo patinati. La sceneggiatura, invece, ne esce più che degnamente. La storia d’amore c’è e, per chi se lo chiedesse, Jennifer Connelly veste i panni di quella Penny Benjamin che, se ricordate bene il film dell’86, veniva citata come “la figlia dell’ammiraglio” sulla quale Maverick passava per diletto in volo radente. Immancabile il passato che ritorna e gli applausi sono tutti per uno stoico Val “Iceman” Kilmer.

Non c’è dubbio che Top Gun: Maverick sia un film studiato per la sala, così da godere pienamente del comparto audio e video, oltre che delle valide acrobazie aeree. Temo, tuttavia, che l’esperienza emotiva provata al cinema possa difficilmente essere replicata in casa, ma mai dire mai. Ci si diverte e anche parecchio. Se come detto si parte in quarta per impantanarsi leggermente in alcuni frangenti, è con lo scorrere della storia che si entra nel vivo, arrivando anche a soffrire ed emozionarsi insieme ai protagonisti.

No, non è un capolavoro né il miglior sequel di sempre. Sì, è un prodotto assai godibile, che sa coinvolgere ed intrattenere bene. Lo rivedrei? Senza ombra di dubbio, anche perché sono già a quota tre. È stato giudicato migliore del primo episodio ma credo che paragonare i due film sia ingeneroso, per l’uno e per l’altro, e anche non necessario. Si ritrova la magia di quegli anni, di quelle musiche e di quelle sensazioni che facevano tremare i polsi e volare con la fantasia. Ma qui, è l’animo nostalgico di chi scrive a parlare. Vedetelo, vivetelo e godetevelo. Scoprirete che, come dice Maverick, è tutta questione di istinto.

SCHEDA TECNICA

Regia: Joseph Kosinski

Genere: Azione, Drammatico

Paese: USA

Durata: 131 min.

Con: Tom Cruise, Miles Telles, Jennifer Connelly, Glen Powell, John Hamm, Ed Harris, Val Kilmer, Monica Barbaro, Charles Parnell

Votazione: 7.5/10

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