«KOMOREBI. Termine giapponese che indica il luccichio di luci e ombre creato dalle foglie che ondeggiano al vento. Esiste solo una volta, in quel momento». Il fascino del Sol levante trova, da sempre, la sua naturale comfort zone sul grande schermo. Wim Wenders questo lo sa e sei anni dopo Submergence torna a regalarci un... Continua a leggere →
Il ragazzo e l’airone (2023), di Hayao Miyazaki
«Quando si cerca il paradiso, è necessario tornare con la memoria alla propria infanzia. […] Il futuro dello Studio Ghibli è chiaro, crollerà. Che senso ha preoccuparsi? È inevitabile. Ghibli è solo un nome a caso che ho preso da un aeroplano. È solo un nome». Amare ma inevitabili, le riflessioni di Hayao Miyazaki sarebbero... Continua a leggere →
Saltburn (2023), di Emerald Fennell
Una delle sfide più intriganti per registi e sceneggiatori, non solo nel cinema attuale, ma anche in quello del passato, sta nel riuscire a disegnare delle trame originali, affascinanti e che possano lasciare il segno nello spettatore. Ad alcuni questo riesce piuttosto bene, così da ricevere il giusto plauso di critica e pubblico senza che... Continua a leggere →
Mia (2023), di Ivano De Matteo
«Far finta di niente, far finta che oggi sia un giorno normale / Che senso di vuoto, che brutta ferita / Per tutta la vita, cercare un appiglio / Sei colpa mia, la gelosia infrange tutto e resta niente / Le solite scuse, le solite storie». Così cantava Noemi al Festival di Sanremo del 2010... Continua a leggere →
Killers of the Flower Moon (2023), di Martin Scorsese
“Viviamo in un’epoca particolare scelgo di fare film lunghi per un motivo preciso: il pubblico è ormai abituato alle serie, al binge watching. Ci si chiude in casa e si passano ore a guardare decine di episodi uno dietro l’altro. Quindi perché non farlo al cinema? La mia è una sfida. Cinque ore seduti sul... Continua a leggere →
Witness – Il testimone (1985), di Peter Weir
C’è un concetto che ricorre nei film diretti da Peter Weir, ed è quello della dicotomia. Giovani e adulti, prigionia ed evasione, antico e moderno sono solo alcuni dei mondi che si incontrano e si scontrano in ogni sua opera. Nel rispetto delle consuetudini, Witness - Il testimone non fa differenza e mette in luce... Continua a leggere →
Oppenheimer (2023), di Christopher Nolan
[…] Prometeo donò il fuoco agli uomini […] di nascosto a Zeus. Quando lo venne a sapere, Zeus ordino a Efesto di inchiodare il corpo di Prometeo sul Caucaso, che è un monte della Scizia. Per molti anni Prometeo rimase inchiodato al monte e ogni giorno un’aquila volava a divorargli i lobi del fegato, che... Continua a leggere →
Midsommar – Il villaggio dei dannati (2019), di Ari Aster
La seconda opera di Ari Aster conferma esattamente quanto di buono era già emerso nel 2018 con la visione di Hereditary - Le radici del male. Col suo primo lavoro, infatti, il regista newyorkese aveva posto delle solide basi per ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama horror attuale, ottenendo critiche più che lusinghiere... Continua a leggere →
Barbie (2023), di Greta Gerwig
PATRIARCATO! Il dente ce lo togliamo subito e l’espressione che in questi giorni impazza ferocemente attorno all’ultimo film diretto da Greta Gerwig, ve la metto in apertura di recensione, così da soddisfare anche la golosità dei giustizieri più furiosi. L’altro termine è DIDASCALICO, ma non avendo trovato un modo credibile di inserirlo nella mia analisi,... Continua a leggere →
Rheingold (2022), di Fatih Hakin
«La violenza è sempre qualcosa che ci affascina. Ci attrae, che lo vogliamo o no». È lo stesso Fatih Akin, già vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2004 e del Premio Goya nel 2005 con La sposa turca, vincitore nel 2009 del Leone d’argento - Gran premio della giuria per Soul Kitchen e candidato all’Orso... Continua a leggere →