Quando ho saputo che Federico Zampaglione avrebbe girato un horror ambientato a Sambuci, a pochi chilometri da Roma, e che avrebbe scelto Castello Theodoli come location del film, mi è parso quasi di rivivere l’estate dei quattro protagonisti di Stand by Me (1986, Rob Reiner), che decidevano di intraprendere un viaggio alla ricerca del cadavere... Continua a leggere →
Quei bravi ragazzi (1990), di Martin Scorsese
«Che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster. Per me fare il gangster è sempre stato meglio che fare il presidente degli Stati Uniti. Quando cominciai a bazzicare alla stazione dei taxi e a fare dei lavoretti dopo la scuola ho sentito che volevo essere dei loro. Fu là che capii che cosa significa... Continua a leggere →
The Bikeriders (2023), di Jeff Nichols
Certo che quel Marlon Brando lì, per aver influenzato così profondamente tre intere generazioni di motociclisti, e forse qualcosa di più, doveva saperla davvero lunga. Non che lo pensi soltanto io, sia chiaro, che pure sono corso a cercarmi una Triumph America subito dopo aver visto Il selvaggio di László Benedek, nonostante lui guidasse una... Continua a leggere →
Smoke (1995), di Wayne Wang
Per commemorare Paul Auster, scomparso il 30 aprile 2024, ho nuovamente ospitato su Stazione Cinema l'amico Andrea Brattelli che, dopo aver recensito il libro su Jake La Motta, ci parla oggi del film Smoke, di Wayne Wang. Buona lettura! - - - - - - - - - - - - - - - -... Continua a leggere →
The Wrestler (2008), di Darren Aronofsky
Credo che uno dei più grandi meriti da ascrivere a Darren Aronofsky, oltre a quello di aver diretto alcuni dei film più interessanti degli ultimi vent’anni (altri lo sono di meno...), stia nel fatto di aver restituito una sorta di dignità artistica e cinematografica a Mickey Rourke. Lungi da me ogni genere di paragone scriteriato... Continua a leggere →
Perfect Days (2023), di Wim Wenders
«KOMOREBI. Termine giapponese che indica il luccichio di luci e ombre creato dalle foglie che ondeggiano al vento. Esiste solo una volta, in quel momento». Il fascino del Sol levante trova, da sempre, la sua naturale comfort zone sul grande schermo. Wim Wenders questo lo sa e sei anni dopo Submergence torna a regalarci un... Continua a leggere →
Il ragazzo e l’airone (2023), di Hayao Miyazaki
«Quando si cerca il paradiso, è necessario tornare con la memoria alla propria infanzia. […] Il futuro dello Studio Ghibli è chiaro, crollerà. Che senso ha preoccuparsi? È inevitabile. Ghibli è solo un nome a caso che ho preso da un aeroplano. È solo un nome». Amare ma inevitabili, le riflessioni di Hayao Miyazaki sarebbero... Continua a leggere →
Saltburn (2023), di Emerald Fennell
Una delle sfide più intriganti per registi e sceneggiatori, non solo nel cinema attuale, ma anche in quello del passato, sta nel riuscire a disegnare delle trame originali, affascinanti e che possano lasciare il segno nello spettatore. Ad alcuni questo riesce piuttosto bene, così da ricevere il giusto plauso di critica e pubblico senza che... Continua a leggere →
Mia (2023), di Ivano De Matteo
«Far finta di niente, far finta che oggi sia un giorno normale / Che senso di vuoto, che brutta ferita / Per tutta la vita, cercare un appiglio / Sei colpa mia, la gelosia infrange tutto e resta niente / Le solite scuse, le solite storie». Così cantava Noemi al Festival di Sanremo del 2010... Continua a leggere →
Killers of the Flower Moon (2023), di Martin Scorsese
“Viviamo in un’epoca particolare scelgo di fare film lunghi per un motivo preciso: il pubblico è ormai abituato alle serie, al binge watching. Ci si chiude in casa e si passano ore a guardare decine di episodi uno dietro l’altro. Quindi perché non farlo al cinema? La mia è una sfida. Cinque ore seduti sul... Continua a leggere →