“Viviamo in un’epoca particolare scelgo di fare film lunghi per un motivo preciso: il pubblico è ormai abituato alle serie, al binge watching. Ci si chiude in casa e si passano ore a guardare decine di episodi uno dietro l’altro. Quindi perché non farlo al cinema? La mia è una sfida. Cinque ore seduti sul... Continua a leggere →
(INTERVISTA) Peter Webber: La ragazza con l’orecchino di perla. L’omaggio del regista a Jan Vermeer.
Questa è la storia di un quadro e della sua realizzazione. O per meglio dire: è la storia di come un quadro abbia ispirato uno dei film più interessanti dell’ultimo ventennio. Alcuni la definirebbero un semplice adattamento dell’omonimo romanzo scritto da Tracy Chevalier. Per il regista e i produttori, invece, La ragazza con l’orecchino di... Continua a leggere →
Witness – Il testimone (1985), di Peter Weir
C’è un concetto che ricorre nei film diretti da Peter Weir, ed è quello della dicotomia. Giovani e adulti, prigionia ed evasione, antico e moderno sono solo alcuni dei mondi che si incontrano e si scontrano in ogni sua opera. Nel rispetto delle consuetudini, Witness - Il testimone non fa differenza e mette in luce... Continua a leggere →
Oppenheimer (2023), di Christopher Nolan
[…] Prometeo donò il fuoco agli uomini […] di nascosto a Zeus. Quando lo venne a sapere, Zeus ordino a Efesto di inchiodare il corpo di Prometeo sul Caucaso, che è un monte della Scizia. Per molti anni Prometeo rimase inchiodato al monte e ogni giorno un’aquila volava a divorargli i lobi del fegato, che... Continua a leggere →
Midsommar – Il villaggio dei dannati (2019), di Ari Aster
La seconda opera di Ari Aster conferma esattamente quanto di buono era già emerso nel 2018 con la visione di Hereditary - Le radici del male. Col suo primo lavoro, infatti, il regista newyorkese aveva posto delle solide basi per ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama horror attuale, ottenendo critiche più che lusinghiere... Continua a leggere →
Barbie (2023), di Greta Gerwig
PATRIARCATO! Il dente ce lo togliamo subito e l’espressione che in questi giorni impazza ferocemente attorno all’ultimo film diretto da Greta Gerwig, ve la metto in apertura di recensione, così da soddisfare anche la golosità dei giustizieri più furiosi. L’altro termine è DIDASCALICO, ma non avendo trovato un modo credibile di inserirlo nella mia analisi,... Continua a leggere →
Rheingold (2022), di Fatih Hakin
«La violenza è sempre qualcosa che ci affascina. Ci attrae, che lo vogliamo o no». È lo stesso Fatih Akin, già vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2004 e del Premio Goya nel 2005 con La sposa turca, vincitore nel 2009 del Leone d’argento - Gran premio della giuria per Soul Kitchen e candidato all’Orso... Continua a leggere →
L’odio (1995), di Mathieu Kassovitz
«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: “Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene”. Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio».... Continua a leggere →
Il mistero Henri Pick (2018), di Rémi Bezançon
Saranno gli strascichi dell’ultimo Festival di Cannes che, tra le solite polemiche e i consueti alti e bassi, ancora si fanno sentire o le continue tensioni scoppiate in Francia in questo periodo, ma da qualche tempo a questa parte non perdo occasione per allungare il naso e curiosare oltre le Alpi alla riscoperta del cinema... Continua a leggere →
Hooligans (1995), di Phil Davis
Il leggendario frontman dei Verve, Richard Ashcroft, riferendosi a Wigan (la sua città di origine) una volta disse: «Da queste parti puoi diventare solo due cose: un calciatore o un drogato». Ingeneroso, forse. Ma era l’esatta fotografia dell’Inghilterra anni ’90, quella che si portava dietro gli strascichi bui del decennio passato. Quella del disagio giovanile,... Continua a leggere →